LE REGOLE DEL CORPO. NORMA E ARBITRIO  


Dalla tradizione di studio nell’Accademia di Belle Arti di Bologna alla contemporaneità dei moderni linguaggi della video arte.


Mostra a cura di

Piero Deggiovanni, Valeria Roncuzzi, Camilla Roversi Monaco


Accademia di Belle Arti, Bologna

20 Maggio - 30 Giugno 2016

In perfetto accordo con l’idea di meta-cinema, è il duo artistico Antonella Mignone e Cristiano Panepuccia, altrimenti conosciuti con il nome di APOTROPIA. La loro ricerca unisce arti performative, danza, arti mediali e suono confluite in opere fusion tese ad illustrare simbolicamente o allegoricamente, vasti temi cruciali in varie discipline come la filosofia, l’antropologia e le scienze, da cui estrapolare miti, simboli e idee da agire. La centralità del corpo nelle loro opere è decisiva al fine di interpretare con il movimento concetti normalmente espressi in maniera statica dalle rappresentazioni simboliche: emblemi, effigi o assunti filosofici. L’opera qui proposta, SENSE OF PLACE, è parte di un progetto di più ampio respiro, DROP, suddiviso in capitoli a sé stanti, ma correlati dall’idea affine di caduta: una riflessione sul convergere precipitoso e incontrollabile degli accadimenti nata da un evento privato. Essa considera il corpo come strumento fondamentale nel processo di percezione e controllo del mondo fenomenico, ma la sua finitezza materiale è in intima e dialettica connessione con lo spirito inteso come apertura verso l’infinito. Nel capitolo SENSE OF PLACE, la relazione messa in gioco è tra corpo e spazio, ovvero, come avverte il duo:

«L’espressione “Sense of Place” è spesso usata in relazione a quelle caratteristiche che rendono un luogo speciale o unico, ma anche per descrivere una sensazione o percezione soggettiva di un determinato luogo da parte degli esseri viventi che ne fanno parte.

Il nostro rapporto con lo spazio è inevitabilmente connesso con la cultura in cui viviamo e modellato dal tipo di corpo che possediamo».

«Il corpo è il nostro medium generale per avere un mondo».

                                                                                                                           (M. Merleau-Ponty)

La citazione di Merleau-Ponty è quanto mai sintomatica non solo nell’economia del progetto estetico di Antonella Mignone e Cristiano Panepuccia, ma di una più generale riscoperta dei fenomeni e della necessità di pensarli sul piano ontologico, dopo decenni di illusionismi e simulacri mediatici. Sul versante della produzione audiovisiva il “risveglio” alle cose stesse, si presenta estremamente articolato: recupera elementi che provengono dal cinema e dalla televisione, come la costruzione di set di ripresa; inserisce elementi tipici dello spettacolo, come la narrazione e un estrema cura delle immagini. In SENSE OF PLACE, si traduce in un confronto serrato tra le morbide forme del corpo e la geometria dello spazio urbano. I loro confini e il loro sovrapporsi, generano il senso di un luogo e, in definitiva, la coscienza che si ha di esso.


Estratto da:

LE REGOLE DEL CORPO. NORMA E ARBITRIO

Edizioni Minerva (Bologna 2016) p. 126

Testo di Piero Deggiovanni

Sense of Place by APOTROPIA (Antonella Mignone + Cristiano Panepuccia)SenseOfPlace.html